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Campioni

Elia Viviani ad AnnuarioMediaSport.it: “L’Olimpiade mi ha cambiato la vita”

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Elia Viviani, orgoglio della Federciclismo campione olimpico a Rio de Janeiro 2016, scrive in esclusiva per la 20a edizione dell’Annuario Ussi.   


“Quella di Rio è una delle poche vittorie che il tempo non potrà mai farmi dimenticare, le emozioni che ho provato e che provo tutt’ora non potranno mai diventare meno forti: orgoglio, felicità. Ancora oggi, quando apro la medaglia o mi metto a guardare un video della gara, mi emoziono. Nella mia mente resta ogni istante di quella esperienza: dall’arrivo a Rio, ai primi giorni passati con gli stradisti, condividere la loro delusione, il giorno vissuto da tifoso di Elena (Cecchini, la fidanzata, ndr). E poi tutte le analisi della pista, lo stress sulle spalle di Villa e del mio staff, ‘arrivo a sorpresa dei ragazzi del quartetto, la loro impresa sfiorata. Poi è arrivato il mio turno, i miei due giorni, le mie sei gare. Quello scratch partito così così, i miei record personali in tutte le prove contro il tempo, la rabbia nell’eliminazione, la caduta, Matteo (il meccanico) che mi rispinge in pista e Marco che a -20 giri mi dice: “Elia, ancora 1 punto e sei Oro”. Gli sguardi proprio con Villa negli ultimi 10 giri, come a dirci “Eccoci qua, ce l’abbiamo fatta”. Lui è stato ed è più di un CT per me, è una delle persone che mi sento fortunato ad avere vicino. E poi l’esplosione a fine gara, l’abbraccio con i miei genitori pochi istanti dopo la fine della gara, io dal velodromo e loro dalle tribune. Bellissimo, se lo meritavano.
L’insegnamento che ho tratto da questa esperienza è quello di non mollare mai: devo credere nei miei sogni e puntare sempre più in alto, senza paura. Atleticamente parlando mi ha aiutato a credere in me stesso e nelle mie potenzialità, ma anche a focalizzare il mio obiettivo e concentrare tutto il lavoro, anche i minimi particolari, su quello.
Anche se è un rischio, anche se devo sacrificare qualche vittoria in termini numerici, gli obiettivi importanti poi se raggiunti ripagano alla grande.
A Rio si è chiuso un primo cerchio della mia carriera, i prossimi due anni saranno incentrati nel ciclismo sua strada. La Milano-Sanremo è il sogno numero uno, poi il Giro d’Italia: vorrei indossare almeno per un giorno la maglia rosa. Ma anche il Tour de France… insomma c’è tanto da pedalare. Ma non abbandonerò i velodromi, ci tornerò quando arriverà il momento di pensare alla qualificazione olimpica, perché l’Olimpiade mi ha segnato non solo la carriera, ma tutta la vita. E voglio vincere più medaglie possibili, magari d’Oro, magari con i miei ragazzi del quartetto: è una sfida in cui credo”.