1414

Primo Piano

Ferraris Ciccione Picco: tre soldati/giocatori nella Grande Guerra

calcio_lagrandeguerranelpallone_copertina

1918-2018: cento anni dalla fine della Grande Guerra.
Tre anni di celebrazioni hanno consentito di approfondire gli aspetti bellici, politici, sociali, economici, industriali, letterari di questa tragedia collettiva. Tra le molte sfaccettature anche quella sportiva con il contributo di molti atleti al conflitto. Giovani di tutte le discipline sono partiti per il fronte. Nel panorama una storia a sé riguarda il mondo del football. Tanti i giocatori caduti in battaglia. Quanti hanno visto il proprio nome ricordato negli impianti realizzati nell’immediato dopoguerra? Non molti per la verità.
La Liguria rappresenta quasi un’anomalia. Tre stadi di altrettanti capoluoghi di provincia sono intitolati a calciatori e al tempo stesso soldati deceduti nella Grande Guerra. Genova, Imperia e La Spezia hanno dedicato i campi a Ferraris, Ciccione e Picco.

Le loro storie sono parallele e convergenti. Vite di atleti amanti del calcio e dello sport in generale travolte dalle vicende della guerra. Vite che si consumarono nello spazio di neppure tre mesi dall’inizio del conflitto.

Luigi Ferraris, centrocampista del Genoa, ingegnere, amante di altri sport, volontario di guerra morì sul Monte Maggio nell’agosto del 1915. Studente del Liceo Andrea D’Oria, il suo nome è riportato nella targa commemorativa presente all’interno dell’Istituto genovese.

Mercoledì 28 novembre alle ore 12 per ricordare la figura umana e sportiva di questo giovane Tenente d’artiglieria il Liceo D’Oria ospiterà due nipoti di Luigi Ferraris, Paola e Laura, figlie del fratello Piero.

L’occasione sarà di presentare a studenti e corpo insegnante il recente lavoro di Enzo Ferrari “La Grande Guerra nel pallone. Ciccione Ferraris Picco. Gli stadi di calcio della Liguria”, editore LO SPRINT di Genova.

I pionieri del football per età o perché volontari parteciparono come soldati alla Prima guerra mondiale. Alcuni riuscirono a tornare dando il proprio contributo nei campionati degli anni Venti e Trenta, molti caddero o subirono ferite e mutilazioni tali da compromettere qualsiasi futura attività. Squadre come Vicenza, Internazionale, Juventus, Lazio, Bologna, Genoa, Milan,Spezia, Udinese, Cremonese soffrirono la perdita di svariati loro campioni, senza che però il ricordo delle loro gesta abbia portato all’intitolazione di campi sportivi nelle rispettive città.

Il libro affronta l’argomento confrontando il fenomeno con l’altrettanto importante argomento dei campi realizzati nel Ventennio fascista e chiamati genericamente del “Littorio”. Un insieme d’impianti che ha accompagnato il consolidamento di una certa impostazione di politica sportiva.

La prefazione al volume è del Prof. Fabio Caffarena, docente all’Università di Genova e Direttore dell’Archivio Ligure della Scrittura Popolare.