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Giammarco Tamberi ad AnnuarioMediaSport.it: “Il gesso lo conservo. Lo tireremo fuori dopo Tokyo”

IAAF World Indoor Championships,Track field,Campionati Mondiali Indoor di Atletica Leggera

Giammarco Tamberi, campione mondiale di salto in alto, scrive sulle pagine della 20a edizione dell’Annuario Ussi. 

“A Montecarlo, nel momento dell’infortunio, ho subito capito che non c’era più speranza di andare a Rio. In quella gara ho fatto tutto quello che ogni atleta avrebbe fatto: stavo benissimo e non mi sono posto dei limiti. Ho provato a superare me stesso e se tornassi indietro rifarei esattamente la stessa cosa, 1000 volte.
Dopo la diagnosi, che non lasciava più speranze alla partecipazione olimpica, ho pianto senza sosta per una settimana intera ed è stato il peggior momento della mia vita. 
Poi il primo intervento, la riabilitazione, poi il secondo intervento: di nuovo riabilitazione, fisioterapia, esercizi. Un periodo davvero emotivamente complicatissimo e durissimo.
Ma come si dice ‘il tempo è un gran dottore’.  Ora sto rimettendo ogni cosa al suo posto e ho ritrovato la serenità che mi serve per tornare ai massimi livelli.  E piano piano ho ricominciato ad allenarmi e a saltare: solo da qualche tempo sono tornato a gareggiare.
Ogni giorno trovo la motivazione per lavorare in campo: è un fuoco che ho dentro e che mi spinge oltre qualsiasi fatica e sacrificio.  Quando si sente una gran voglia di farcela e di arrivare al proprio obiettivo, non è più importante quanto duri e lunghi siano gli allenamenti, fino all’ultimo secondo di ogni giorno sei disposto a dare il 200% in campo.  
Nel 2020 ci saranno i giochi olimpici di Tokyo. Ho dovuto vivere Rio da commentatore e soprattutto da tifoso dei miei compagni della nazionale. A Tokyo ci sarò, e sarò in campo come atleta, voglio arrivarci al massimo della forma e competitivo. Ci sono altri tre anni per ricostruire il mio sogno: vincere la medaglia olimpica, a tutti i costi.
Ci sono sempre tante persone che mi stanno vicine e che lavorano con me ogni giorno, nei periodi belli e in quelli brutti: mio papà Marco che è anche il mio allenatore, mia mamma e mio fratello, la mia fidanzata Chiara, i miei amici, il mio mental coach Luciano Sabatini. Non smetterò mai di ringraziarli per l’affetto e la vicinanza durante il periodo più brutto della mia vita. E grazie a tutta l’Italia che mi ha aiutato a superare questo brutto periodo, mi è stata vicina con affetto scrivendomi, chiamandomi e sentendosi partecipe. A tutti devo dire grazie”.