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Campioni

Giulia Conti ad AnnuarioMediaSport: “Emozioni contrastanti, ricordi indelebili”

The Rio 2016 Olympic Sailing Competition

Sulle pagina della 20a edizione dell’Annuario Ussi, scrive la velista Giulia Conti.

“Ho ricordi emozionalmente contrastanti di Rio. Da un lato il Villaggio Olimpico, quando passeggi accanto ai campi da tennis e per caso vedi Djokovic entrare ad allenarsi e nel giro di dieci minuti si crea la calca di atleti per riuscire a strapparsi un selfie con lui; Casa Italia, dove potersi rifugiare per ritrovare un po’ di italianità nelle persone e soprattutto nei sapori, quel posto da chiamare veramente “casa”; l’atmosfera del sogno olimpico che finalmente diventa realtà dopo quattro anni di sacrifici; la condivisione di questo sogno con atleti che, come te, seppur in discipline diverse, sono mossi da un fuoco che brucia dentro e che non vedono l’ora di far esplodere il giorno della gara; la cerimonia di apertura al Maracanà, quando senti al microfono “ITALY” e, nonostante sia la tua quarta olimpiade ti parte un brivido che attraversa tutto il corpo, perché finalmente realizzi quanto ti senti orgoglioso di rappresentare il tuo Paese e inizi a sventolare il tricolore fino a farti venire una tendinite. 

Tra queste memorie indimenticabili si insinuano inevitabilmente dei ricordi di gran lunga meno piacevoli. Ricordi che tutt’oggi, a undici mesi dalle olimpiadi, continuano a fare capolino e ai quali qualsiasi atleta deluso cerca di non aprire mai la porta. Tutti pensieri che per la maggior parte dei casi cominciano con “se” e “ma”. La prima cosa che mi viene da condividere è che il nostro team, formato da me, la mia prodiera Francesca Clapcich e il nostro allenatore Gianfranco Sibello, non ha espresso il massimo delle sue potenzialità durante i Giochi. Per un atleta la consapevolezza di non aver dato il 100% è il rimorso più doloroso che si possa provare. E’ un ricordo che ti perseguita, che ti strugge, perché dentro di te sai che sei stato solo tu l’ostacolo al raggiungimento del tuo obiettivo, del tuo sogno: vincere una medaglia olimpica. E non ti resta che puntare il dito contro te stesso, perché per quanto ti sforzi di cercare sollievo incolpando fattori esterni, la coscienza col cavolo che riesci ad ingannarla! E poi fare pace con se stessi richiede tempo, richiede momenti di solitudine in cui la nostra parte razionale vorrebbe prendere a calci la parte emozionale e farla sparire dalla circolazione.
Noi atleti viviamo un piccolo lutto ogni qual volta un nostro sogno viene infranto. Ci danniamo l’anima quando non raggiungiamo l’obiettivo prefissato perché dedichiamo la nostra vita interamente allo sport e alla competizione. Ma una cosa di cui sono convinta è che i passi falsi, le sconfitte, i momenti difficili, sia nello sport come nella vita di tutti i giorni, siano momenti fondamentali per la crescita di una persona. Sono quei momenti in cui ti fermi un attimo e riesci veramente a guardarti dentro, a conoscerti, a scoprire nuove sfaccettature della tua personalità e a riconoscere che dopo tutto hai ancora voglia di tornare e provare a vincere”.

* quinta classificata nella Vela a Rio 2016