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Mauro Nespoli ad AnnuarioMediaSport.it: “Olimpiade coronamento di sacrifici importanti”

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Rio de Janeiro 2016 sarà la terza Olimpiade per Mauro Nespoli, dopo l’argento di Pechino 2008 e l’oro di Londra 2012. “Vivo l’attesa dell’Olimpiade con grande serenità. Tutto questo, anche se la prima Olimpiade nel 2008 è stata preparata ​con un po’ di incoscienza e l’attenzione è arrivata a Pechino. Quella di Londra è stata vissuta con più  tensione nelle fasi di avvicinamento, anche se conoscevo già il campo. Però sapevo cosa andavo ad affrontare, quindi ero più lucido. Ora ho ancora più coscienza della situazione, sto vivendo bene questa vigilia olimpica, lavorando con impegno e costanza, ho fiducia nel mio staff e credo si possa fare bene. ​Dopo due Olimpiadi che mi hanno portato un argento e un oro nella gara a squadre sarebbe emozionante centrare il terzo risultato consecutivo. Ovviamente sarebbe un obiettivo importante riuscire ad ottenere una medaglia individuale. ​Chi sta più vicino?​Sicuramente tutta la mia famiglia mi sta sostenendo con piena fiducia e incoraggiamento. Ho uno staff con il quale sono in costante collaborazione composto da Luciano Malovini come tecnico, Roberto Finardi come preparatore e allenatore e Valentino Onorato come psicologa. Con loro quali condivido gioie e dolori in preparazione di questo grande evento. 

​Mentirei dicendo che la dieta è il mio punto forte, ma certamente è cambiata l’idea che l’arciere possa non essere considerato un vero atleta, quindi sto attento anche a quella. Diciamo che sto lavorando a 360° perché ogni aspetto della mia vita privata e di quella relativa alla tecnica e atletica mi permettano di dare il 100% ​sia a Rio, che durante i Giochi. ​Abbiamo già testato il Sambodromo che sarà la nostra location d’eccezione a Rio in occasione dell’evento preolimpico: lo stadio non sarà particolarmente diverso rispetto alle esperienze precedenti, il paglione è sempre a 70 metri e il 10 è sempre di 12 centimetri di diametro… Sicuramente mi aspetto ​dal popolo brasiliano un calore e una vitalità differenti rispetto al contesto cinese o inglese. Sarebbe davvero bello poter festeggiare in un luogo del genere…”