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Ruggero Pertile ad AnnuarioMediaSport.it: “A Rio con la coscienza a posto”

Campionati del mondo di atletica 2015 - IAAF World Championships 2015

Ruggero Pertile, quarto classificato all’ultimo Mondiale di Maratona (miglior azzurro), ricorda ad AnnuarioMediaSport.it le Olimpiadi di Londra e Pechino parlandoci anche della sua arma segreta verso Rio… “La mia prima maratona olimpica è stata quella di Pechino 2008, un’emozione unica. Di Londra 2012 ricordo l’enorme quantità di gente lungo il percorso: non ho mai più corso di fronte a così tante persone. È stata un’edizione magnifica e ben organizzata. Rio, la mia terza Olimpiade, sarà ugualmente esaltante, ne sono certo. Da quella prima volta a Pechino mi separano otto anni, dieci maratone e sessantamila chilometri: sono quelli, metro più, metro meno, che ho corso da allora. 

Gli anni passano e l’età conta, ma si vince e si arriva in fondo con la testa e le motivazioni. E poi io, da quando sono diventato papà, ho scoperto di avere un’arma segreta: mia figlia Alice. Quando posso la porto con me in raduno e alle gare, ha il potere di darmi la carica e di togliermi, magicamente, la tensione di dosso.

In Brasile sono convinto di avere qualcosa da dire, arrivo da un anno particolarmente positivo, con il quarto posto ai Mondiali di Pechino, a 41 anni il miglior risultato della mia carriera. Anche se al traguardo ero pieno di rammarico per una medaglia in cui ho sempre creduto e che mi è sfuggita per appena 53 secondi. In vista di Rio continuerò a prepararmi come ho sempre fatto, però sarò meno solo: nei miei amici di nazionale Daniele Meucci e Stefano La Rosa ho trovato dei ottimi partner di allenamento, una buona compagnia che fa sentire meno il peso dei chilometri e stimola a dare il meglio di sé ogni giorno. 
La motivazione, quando stai preparando un’Olimpiade, la senti dentro, ti brucia nelle vene, te la senti addosso durante ogni singolo allenamento. Sembra incredibile, ma per noi atleti è il sogno di una vita, non c’è nulla di simile. Un sogno appeso ai dettagli, perché quando devi affrontare 42 chilometri anche il minimo particolare diventa determinante. Ogni maratona è una storia che bisogna saper leggere. Sarà importante arrivare pronti e saper interpretare la gara e gli avversari: non sarà una maratona facile, non lo è mai”.