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Tatiana Guderzo ad AnnuarioMediaSport: “La bici specchio della mia vita”

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Tatiana Guderzo, ciclista professionista appartenente al gruppo sportivo Fiamme Azzurre (bronzo ai Mondiali 2018), è una delle sportive presenti all’interno dell’Annuario Ussi 2019 con un personale contributo legato al tema “Sport&Educazione”. Punti di vista, esperienze e molto altro ancora come esempio per le nuove generazioni. Un contributo ricco di emozioni. 

“Ho iniziato a correre da bambina avevo solo 7 anni e posso dire di essere cresciuta a pane e bicicletta. Non è stato facile convincere mamma e papà, a loro non piaceva molto questo sport, troppo duro, pericoloso, non idoneo ad una bambina, ma come mi avevano insegnato proprio loro “chi la dura, la vince” e si sono arresi alla mia continua richiesta giornaliera di portarmi a praticare ciclismo.

La bici la considero il mio specchio personale, con lei non posso mentire, anzi lei non mente mai con me. Mi ha insegnato il rispetto per me stessa, per le compagne e per le avversarie. La costanza per gli allenamenti e i sacrifici per le rinunce che soprattutto da bambina dovevo affrontare, per seguire il mio sogno, diventare un vera atleta. Mi ha insegnato la determinazione e la fiducia in me stessa, che a volte vacillava per le continue porte in faccia che mi prendevo, o per gli ostacoli che sembravano così immensamente alti.

Ed anche la forza, quella fisica sicuramente perché senza di essa non si potrebbero affrontare gare ad alto livello, ma soprattutto quella mentale, quella che nessuno pensa di poter avere, quella che nei momenti più duri dove il fisico sta per cedere ti spinge a dare di più, quella vocina interna che ti dice di rialzarti e riprovare, che ti richiama all’ultimo sforzo, che ti permette di sconfiggere le tue paure, che ti fa oltrepassare il limite, che ti fa vincere. Ricordo come fosse oggi il giorno del mondiale di Innsbruck, avevo già fatto 140 km e ne mancavano “solo” 15 all’arrivo, dopo l’ennesimo scatto mi ritrovai nella fuga giusta, dove avevo la speranza di conquistare un bronzo mondiale. Ero stanca, sentivo solo le gambe pesanti e il desiderio di finire quella salita per arrivare al traguardo, guardavo le mie avversarie e sembravano più amiche che condividevano il mio stesso stato, ma poi è arrivata quella vocina interna che mi dice di rialzarmi e riprovare, che mi richiama all’ultimo sforzo, che mi permette di sconfiggere le mie paure, che mi fatto oltrepassare il limite, che mi ha fatto vincere una medaglia di bronzo mondiale, dopo ben 17 anni dalla mia prima medaglia iridata.

La bici mi ha insegnato a saper scegliere di testa mia, senza aver paura dei giudizi altrui, perché poco importa ciò che gli altri pensano, solo io so cosa si prova a pedalare, a soffrire, a resistere, a seguire l’istinto dove il tempo di riflessione/reazione è lungo come un battito di ciglia, in gara il tempo ha la lunghezza di un’attimo dove la scelta che fai ti allontana o avvicina alla vittoria.

Credo che nella vita tutto abbia un inizio e una fine o una trasformazione. So che il mio essere atleta è solo un capitolo del libro della mia vita, che si concluderà al momento giusto, per poi cominciarne uno nuovo. Ma la possibilità di essere atleta mi lascerà dentro di me un grande bagaglio di esperienze.

Dalla tenacia nell’inseguire i miei sogni o le opportunità che mi si presenteranno, alla capacità d’adattamento ad una nuova situazione, perché per quanto io possa programmare la mia preparazione per un appuntamento importante come il mondiale, non avrò mai la situazione sotto controllo fino in fondo: dunque via a rimettersi subito in gioco per attraversare l’ostacolo o per  seguire un nuovo obiettivo.

Non solo. Il coraggio di andar avanti, dopo una delusione, o dopo l’ennesima sconfitta, dopo che la tristezza ti assale per i continui sforzi che non sembrano essere ripagati, ecco che il coraggio di sperare riaffiora e ti da nuova spinta per  scegliere di lottare ancora per un ideale, per una gara, per dimostrare a te stessa che le paure si possono superare.

Ed infine mi porterò dentro L’Amore, l’amore per ciò che faccio, per il mio lavoro, per la mia passione. L’amore per le vere persone che ti abbracciano quando ne hai più bisogno, quando sei più vulnerabile. L’amore quello puro che solo la tua Famiglia ti può trasmette sopratutto nei momenti più difficili, facendoti sentire sempre protetto e importante anche se non vinci o se sbagli qualche gara o partita.

Senza la mia Famiglia non sarei quella che sono e ai miei figli vorrò insegnare i principi con cui i miei genitori mi hanno fatto crescere e quelli forgiati ad ogni pedalata.

Molte sono le persone che ho avuto al mio fianco in questa lunga carriera e tutte avrebbero il diritto di essere menzionate, chi per meriti e chi per demeriti, non nego infatti che con alcune di questi i rapporti proprio non andavano, ma in qualche modo mi hanno sempre insegnato qualcosa o hanno creato in me una forza nuova per oltrepassare un altro ostacolo. Quando ho iniziato a correre non vi era una mentalità aperta nelle mie scuole per chi faceva uno sport come il mio e di questo ne ho sempre sofferto. Fortunatamente adesso lo sport non è visto come una perdita di tempo allo studio, ma come un’istruzione della disciplina e delle regole in modo più divertente. Bisognerebbe poter affiancare alla scuola sempre più attività sportive, motivando chi ha una predisposizione per gli sport a perseguire quella strada e insegnando loro un piano di lavoro perché lo studio e l’allenamento possano essere compatibili.

Introdurrei soprattutto nelle scuole d’infanzia più attività con insegnanti di madrelingua estera, che permetta tramite il gioco di imparare suoni/vocaboli/parole/lingue nuove e dando loro la possibilità d’aver una mente molto più elastica ed aperta alle novità già nelle età più giovanili, togliendo l’imbarazzo a volte di dover far un discorso in inglese sapendo di non essere all’altezza della situazione, cosa capitata alla sottoscritta.

Ero una bambina come tante che è cresciuta a pane e bicicletta, ma pedalando sono diventata la donna che è riuscita a coronare tanti sogni. Mi auguro che tutti voi abbiate la Speranza nel cuore e che questa fiamma possa essere alimentata, ad ogni battito, avendo intorno a voi genitori, insegnanti, tecnici che motivino ad ogni vostra sconfitta o vittoria, la consapevolezza che potrete sempre migliorare e che comunque sarete sempre I Campioni della Vostra Vita”.

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