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Primo Piano

Il restyling della startup mediatica ACSI Magazine

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Pubblichiamo il contributo di Enrico Fora, condirettore ACSI Magazine, relativo all’attività svolta per promuovere il grande mondo delle attività ACSI grazie al completo e puntuale house horgan.  

Il costante share ha legittimato l’house organ “ACSI Magazine” nel panorama dei media sportivi. 

Esordio il 15 ottobre 2017. Mediamente 25/30 pagine a numero per 31 lanci quindicinali (in totale 868 pagine) con un crescendo rossiniano: 93 focus di approfondimento, 124 rubriche (fiscali, civilistiche, amministrative), 155 riflettori mirati (CONI, promozione sportiva, politiche UE, ecc.), 651 pagine dedicate alle attività territoriali (Comitati ACSI Regionali e Provinciali, società sportive dilettantistiche, ecc.).

Il palinsesto ha ovviamente privilegiato gli eventi istituzionali. Ha evidenziato la progettualità delle politiche associative nelle grandi aree della sensibilità sociale dove si esprime l’appeal attrattivo dell’ACSI. Il magazine è stato il testimonial mediatico del welfare sportivo che svolge un ruolo di sussidiarietà e di inclusione nell’area del disagio giovanile, nelle periferie degradate delle megaconurbazioni, nelle enclaves delle diversità e delle apartheid.

ACSI Magazine” ha ascoltato, interpretato e rappresentato le matrici valoriali di un movimento che assembla la pluralità delle voci nel diapason unificante di una sinergia condivisa. E’ cresciuta la consapevolezza di essere protagonisti nelle dinamiche
sportive, sociali, culturali, ambientali della nostra contemporaneità. La coerenza e la continuità delle radici primigenie, la forza dell’identità, l’orgoglio dell’appartenenza hanno determinato una dialettica democratica, autonoma e propositiva ampiamente partecipata dal basso.

“ACSI Magazine” è stato il portavoce di un grande sommerso che rivendicava spazi, visibilità, riconoscimenti. Nel corso di 31 numeri doviziosi abbiamo registrato uno “tsunami” di eventi, sodalizi, progetti, idealità, pragmatismo, speranza civile: humus esaltante di una capillare e radicata penetrazione nel tessuto demo-etno-antropologico del nostro Paese.

Il nostro house organ valorizza lo straordinario patrimonio delle risorse umane (dirigenti, tecnici, atleti, operatori di base, ecc.) nel quadro di una mobilitazione permanente per tutelare le legittime rivendicazioni delle società sportive dilettantistiche, la qualità della vita per tutti i cittadini senza discriminazioni di censo e di età. Contestualmente la startup mediatica si orienta verso nuovi scenari nelle aree della promozione sportiva, del terzo settore, del benessere psicofisico, delle emergenti discipline olistiche dove un movimento spontaneo di stakeholders cerca di integrare i tradizionali percorsi evolutivi con i paradigmi più illuminati di biofeedback e con le metodologie più avanzate di “coaching umanistico”.

La cospicua risposta del bacino di utenza – che si traduce in un flusso crescente di consensi, di report e di video – merita una sensibile attenzione. E’ il momento di andare oltre. Pertanto abbiamo avviato un progressivo restyling per potenziare l’identità visuale attraverso le nuove tecnologie multimediali della comunicazione: linea grafica più “agréable”, taglio giornalistico incisivo e mirato, focus di scottante attualità. Il primo step è quello di entrare in connessione con la rete dei “social media influencer” per intraprendere un percorso di marketing strategico.

La successiva azione di rebranding intende perseguire obiettivi di medio-lungo periodo per
fidelizzare nuovi targets di riferimento con una percezione di empatia condivisa. La vision si apre ai comprimari della promozione sportiva di base per consorziare e finalizzare le sinergie in un movimento di opinione che polarizzi l’attenzione dell’immaginario collettivo con una lungimirante prevenzione salutista per tutelare il benessere psicofisico delle nuove generazioni nello sport, nella scuola, nella famiglia. Il traguardo auspicabile è un laboratorio progettuale congiunto, una paritetica tavola rotonda “arturiana” che faccia pressing sulle istituzioni al fine di attuare tavoli di confronto sui temi di una proteiforme utopia sostenibile”.