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Si è spento ieri, all’età di 71 anni, Pietro Anastasi.

“Salutiamo una leggenda del calcio italiano – è il commosso ricordo del presidente della FIGC, Gabriele Gravina – un giocatore straordinario, ma soprattutto una persona di grande spessore stimata e apprezzata da tutti. Pietro Anastasi rimarrà per sempre nei cuori di tutti i tifosi azzurri per la vittoria dell’Europeo del ‘68, protagonista determinante della rinascita del calcio nazionale dopo anni bui”.

Anastasi ha vestito la maglia azzurra per 25 volte segnando 8 reti, una delle quali ancora indelebile nella mente degli appassionati: fu il raddoppio nella vittoriosa ripetizione della finale dell’Europeo del 1968, a Roma contro la Jugoslavia, che consegnò alla Nazionale italiana l’unico titolo continentale della sua storia.

Nato a Catania nel 1948, ha vestito le maglie di Massiminiana, Varese, Juventus, Inter, Ascoli e Lugano. Considerato uno dei migliori attaccanti della sua generazione, con la società bianconera di Torino ha vissuto il periodo più splendente della propria carriera, dal ’68 al ’76, disputando in totale in Serie A 335 gare e realizzando 105 reti nel nostro massimo campionato.

“È per onorare personaggi come lui – conclude Gravina – che abbiamo istituito le Leggende Azzurre all’interno del Club Italia: i suoi valori morali e tecnici eccezionali siano viva testimonianza per le future generazioni”.

La Nazionale ricorderà Anastasi giocando col lutto al braccio nel primo dei due importanti test match di marzo il 27 a Wembley con l’Inghilterra, sempre al campione azzurro sarà dedicata la prossima partita delle Leggende Azzurre. La FIGC, inoltre, parteciperà lunedì ai funerali di Anastasi con una delegazione guidata dal Segretario Generale Marco Brunelli.

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