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“Servono certezze, il Governo deve assumersi le proprie responsabilità e annunciare quando sarà possibile riaprire gli impianti per l’attività di base. Altrimenti come è possibile per i gestori coprire i costi di una riapertura per far allenare pochi campioni?”. Questa la richiesta avanzata dal presidente della Federazione italiana nuoto Paolo Barelli al Governo. “Attendiamo chiarimenti, serve immediatamente un contro-decreto perché in questo manca completamente l’orizzonte – ha osservato il numero uno della Fin all’Italpress – Il provvedimento non dà prospettiva al mondo dello sport, si parla soltanto degli allenamenti degli atleti di interesse nazionale dal 4 maggio. Se serve un maestro di scuola elementare per scrivere meglio in italiano il testo siamo a disposizione, ma ci devono dire quando sarà possibile riaprire gli impianti: non è possibile farlo per pochi atleti, seppure importanti, perché mancherebbero le risorse per andare avanti”.

Barelli fa riferimento alle disposizioni dell’articolo 1 del decreto annunciato domenica dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte: il provvedimento (lettera g) permette gli allenamenti dei professionisti e dei non professionisti indicati da Coni, Cip e federazioni sportive come atleti di interesse nazionale, ma prolunga la sospensione dell’attività “in palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori” (lettera u). In questa situazione e senza la certezza di poter riavviare l’attività di base dal 18 maggio, molte società hanno già manifestato seri dubbi sulla sostenibilità economica della riapertura per pochi atleti. “Le società sono arrabbiate – ha aggiunto Barelli – non sanno che pesci prendere. Se questo decreto vuole disegnare la fase 2a, serve immediatamente una fase 2b: i gestori devono sapere quando possono riaprire, naturalmente nel rispetto delle norme. Chi paga altrimenti gli allenamenti degli atleti di vertice? La federazione può farlo con il centro di Ostia, ma il resto d’Italia? Il Governo deve prendere una decisione e assumersene la responsabile, perché se si va avanti con la lanterna é impossibile riaprire gli impianti sportivi”.

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