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Trenta gennaio 1972. E’ trascorso mezzo secolo da un pomeriggio che i tifosi del Catanzaro non potranno mai dimenticare: i giallorossi ospitavano la capolista Juventus nel primo impegno del girone di ritorno.

Nessuna vittoria fino a quel momento per la formazione neopromossa allenata da Gianni Seghedoni, che il 27 giugno 1971 aveva conquistato la massima serie grazie al successo sul Bari nello spareggio di Napoli. Fu la prima partecipazione di una formazione calabrese nella massima serie, la tarda serata di quella serata di inizio estate si riempì delle bandiere e dell’entusiasmo dei catanzaresi e la gioia sfrenata si propagò a tante città italiane ed anche all’estero, dove tanti figli di quella splendida regione erano emigrati per lavoro. Fu una vittoria che significava rivincita, una vittoria griffata da un piccolo centravanti dal cuore grande, il reggino Angelo Mammì, che segnò la rete decisiva, con la voce di Sandro Ciotti che decretò il trionfo, il piccolo grande centravanti cui è stata dedicata la curva dello stadio calabrese.

Ma torniamo a quella domenica di fine gennaio, il “Militare” (lo stadio catanzarese poi intitolato a Nicola Ceravolo, mitico presidente di quella squadra) era ridotto ad un acquitrino, di un colore marrone scuro per il fango che ricopriva ogni zona del terreno. Si narra che prima della partita fosse stato ulteriormente allagato per rendere meno agevole la manovra dei più tecnici giocatori in maglia bianconera, con Causio, Capello, Anastasi e compagni in palese difficoltà nello sviluppare le loro trame di gioco.

Lo stadio esaurito in ogni ordine di posti spinge i suoi verso l’impresa di fermare la corazzata bianconera e a sei minuti dalla fine i padroni di casa mettono fuori la testa: c’è un calcio d’angolo battuto da destra da Braca, il pallone intriso d’acqua e di fango è pesante, gli scacchi sono ormai spariti, è un pesante attrezzo di forma sferica quello che plana nell’area piccola, appena sopra il terreno di gioco. E qui si materializza un sogno per i presenti allo stadio, per chi alla radio segue “tutto il calcio minuto per minuto” e la voce di Enrico Ameri, quella domenica di turno sul campo principale della serie A. “Braca si incarica di battere dalla bandierina di sinistra… parte il tiro…. Rete!!!  Ha segnato il Catanzaro, ha segnato Angelo Mammì!”. Si proprio lui, Angelo Mammì, il centravanti che con un colpo di testa aveva portato la squadra della sua terra per la prima volta in serie A e che con un tuffo di testa a filo d’erba, anzi di fango, si era lanciato su quel pallone calciato da Braca, beffando due mostri sacri come Morini e Salvadore ed infilando alle spalle di Gedeone Carmignani.

Gli attimi successivi a quel gol rimangono indelebili per chi li ha vissuti, Angelo comincia a correre agitando le braccia, va verso il centrocampo poi vira e si lancia in una corsa sotto la gradinata, con gli occhi spiritati, che precedono di un ventennio quelli di Totò Schillaci a Italia 90, inseguito dai compagni, con la maglia coperta di fango di cui non si vede più il numero nove o , chissà, magari indossata al contrario.

“Mi misi a girare attorno al campo, a braccia tese come se dovessi urlare, ma dalla bocca non usciva un suono..” Così disse Mammì negli anni a chi gli chiedeva di quel giorno, fu ribattezzato “l’Angelo del fango” per quella rete che resterà negli annali.

A fine stagione la Juventus vinse lo scudetto ed il Catanzaro retrocesse per un punto ma quella stagione e soprattutto quel pomeriggio di fine gennaio resteranno scolpiti indelebilmente nella storia calcistica di un club che in quel campionato colorò di giallorosso gli spalti degli stadi italiani, con una passione ed un entusiasmo coinvolgenti.

“Uh uh Catanzari!!!” era l’incitamento dei tifosi catanzaresi ed Angelo Mammì, tre gol in quella stagione, di cui uno a Genova nel pareggio contro la Sampdoria, scomparso ad inizio secolo a cinquantotto anni per un male incurabile, rimarrà per sempre nel cuore dei suoi tifosi e di chi ama il calcio che soprattutto una volta sapeva regalare storie di questo tipo.

Marco Ferrera

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