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Il presidente della Federazione Italiana Bocce, Marco Giunio De Sanctis, torna a chiedere a gran voce che il Governo si occupi, il prima possibile, della riforma dello sport, alla luce di una situazione “non più sostenibile e che si sta protraendo da troppo tempo”.

“Le Olimpiadi di Tokyo hanno consegnato al Coni, al presidente Malagò e allo sport italiano un credito di enorme valore – il commento del presidente della Federbocce, Marco Giunio De Sanctis – La delegazione italiana ha conseguito risultati straordinari e, per certi versi, irripetibili. Gli azzurri dell’atletica leggera hanno vinto le medaglie d’oro in tre specialità che rappresentano l’essenza dello sport: i 100 metri, la 4×100 e il salto in alto. L’Italia, oggi, annovera l’uomo più veloce del mondo. Negli ultimi 40 anni e ben dieci Olimpiadi i 100 metri erano stati vinti quattro volte da atleti statunitensi e per tre competizioni consecutive dal giamaicano Usain Bolt”.

“Questo credito vantato oggi dall’Italia dello sport, senza contare lo strepitoso successo dei Giochi Paralimpici, deve essere utilizzato nel migliore dei modi dal presidente Giovanni Malagò, al fine di dirimere tutte le questioni aperte e in cerca della migliore soluzione – ha ribadito De Sanctis – Non è più possibile, ad esempio, andare avanti con troppi interlocutori e occorre risolvere la situazione di conflitto relative alla suddivisione di ruoli e competenze tra il Coni, Sport e Salute e il Dipartimento dello Sport”.

“Lo ripeto per l’ennesima volta – ribadisce De Sanctis – L’alto livello e, quindi, tutto ciò che concerne Mondiali, Europei e lo sport olimpico, deve ricevere contributi ed essere vigilato dal Coni. Sport e Salute, invece, deve occuparsi di erogare i fondi, vigilando sul loro utilizzo, per lo sport di base, sociale, promozionale e scolastico. Per realizzare questo efficace modello per lo sport italiano occorre riformare la normativa attualmente in vigore, che ha esautorato il Coni da gran parte delle sue funzioni”.

“Dal prossimo Consiglio Nazionale del Coni in programma il 14 settembre – ha anticipato il presidente della FIB – faremo di tutto affinché si arrivi a questo risultato. Il legislatore non può più rinviare la questione aperta dello sport italiano, perché le quaranta medaglie olimpiche hanno dimostrato quanto il settore sia vitale e solido”.

“Il premier Mario Draghi ha sottolineato come la considerazione di un Paese si veda anche dallo sport, volano per proiettare una Nazione nella dimensione che merita. E l’Italia ha dimostrato come lo sport sia un settore funzionante e vivo al servizio di tutti gli altri contesti del nostro Paese”, ha proseguito De Sanctis.

Già proiettato a un autunno denso di eventi per la Federazione Italiana Bocce, a iniziare dai Campionati Italiani Giovanili della Raffa del 4 e 5 settembre 2021 al Centro Tecnico Federale di Roma, De Sanctis guarda anche al proprio movimento che “dal punto di vista internazionale deve ancora crescere, alla luce di una visione miope caratterizzata da una gestione non proiettata al futuro ed alla massima unitarietà politica delle diverse specialità”.

“Lo sport delle bocce paga una situazione politica internazionale dove ognuno pensa al proprio orticello, senza quella visione globale a cui siamo chiamati da un mondo che cambia velocemente. Ad esempio, è impensabile come gli organismi preposti della Petanque, a causa della pandemia, cancellino due Europei confermando il Mondiale. Non c’è logica né razionalità rispetto alle azioni intraprese – ha concluso De Sanctis – È indispensabile un cambio di rotta con un unico obiettivo: le bocce devono entrare nel programma dei Giochi Olimpici. Soltanto in questo modo le bocce potranno fare il salto di qualità e come Federazione potremo davvero dimostrare tutto il nostro valore e le nostre grandi potenzialità, che uno sport popolare e di grande diffusione deve necessariamente esprimere”.

Intanto, la Federazione Italiana Bocce sarà chiamata a un importante appuntamento il prossimo 18 settembre, quando è in programma l’Assemblea Straordinaria per le modifiche statutarie, rinviata nell’ottobre scorso a causa della pandemia, adeguando così la carta fondamentale federale all’attualità dei tempi. Tra le modifiche principali, non ci saranno più consiglieri federali di specialità, bensì dal 2024 saranno eletti in senso al Consiglio Federale rappresentanti tout court della disciplina sportiva. Inoltre, se approvate le modifiche, cambierà il sistema elettorale con l’Assemblea Nazionale composta da 360 elettori: una rappresentanza indiretta di Affiliati, Rappresentanti degli Atleti e Rappresentanti dei Tecnici in linea con le specifiche normative del Coni, che consentirà un notevole risparmio di costi.

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