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Francesco Bocciardo ad AnnuarioMediaSport.it: “Senza Sport, non sarei io”

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Tre volte campione d’Europa nel 2018, vincitore delle Paralimpiadi di Rio de Janeiro 2016. Francesco Bocciardo, in forza a Fiamme Oro e Nuotatatori Genovesi, parla del suo rapporto  con la Scuola e di Educazione sulle pagine del 21° Annuario USSI. 

CRESCITA PERSONALE - Lo sport ha avuto un ruolo fondamentale nella mia crescita personale, molto spesso mi capita di fermarmi a pensare e realizzo che oggi non sarei la persona che sono, se non avessi fatto sport. Molte sono le regole che ho appreso e fatto mie grazie allo sport, prima tra tutte l’importanza della costanza e delle determinazione, senza le quali in un ambiente come questo si dura poco.

Altre regole che mi ha insegnato lo sport sono il rispetto dell’avversario e il fatto che ci sia sempre qualcuno più forte di te (almeno all’inizio) che bisogna cercare di raggiungere e poi superare, queste sono due regole che ti serviranno per tutta la vita e in qualsiasi ambiente.

Ci sono diversi aneddoti e ricordi, alcuni positivi ed altri negativi, tutti in un modo o in un altro mi hanno fatto crescere e diventare quello che sono oggi, tra tutti ricorderò sempre la mia prima vittoria a Glasgow al mondiale di nuoto del 2015, ricordo la vittoria per solo 2 centesimi, gli ultimi metri in cui ero distrutto, avevo le braccia a pezzi, stavo per crollare, ma non l’ho fatto, una di quelle cose che un giorno racconterò ai miei figli e nipoti.

EDUCAZIONE SPORTIVA – L’educazione sportiva mi lascerà moltissimo, prima tra tutti la capacità di riuscire a resistere alle pressioni esterne o interne a cui il mondo dello sport sottopone, cosa che mi è servita tantissimo nella vita di tutti i giorni. Molte delle mie amicizie più strette e durature le ho strette nel mondo sportivo, persone sulle quali so di poter contare nel momento del bisogno. L’istruttore che sicuramente ha inciso maggiormente è stato il mio attuale allenatore Luca Puce, mi ha preso che ero un atleta di alto livello ed è riuscito a farmi fare il salto di qualità  necessario per arrivare al conseguimento della medaglia d’oro nel nuoto alle Paralimpiadi di Rio nei 400 stile libero.

FORMAZIONE DEI GIOVANI – Io vorrei che il sistema di formazione dei giovani nello sport fosse orientato in una visione più ampia e integrata, dove il ragazzo ha la possibilità di essere edotto ed informato delle ragioni e dei motivi che stanno dietro ad ogni esercizio e dove ci sia più apertura alla formazione e preparazione rinnovo dei tecnici e degli istruttori.

SISTEMA ITALIA – Diverse sono le storture che sono presenti nel nostro sistema di educazione nello sport, primo tra tutti l’inadeguata formazione di molti istruttori e tecnici dello sport, che non sono adeguatamente formati e che possono essere la causa di molti  gravi problemi.

SCUOLA E SPORT – Il mio rapporto tra scuola e sport è stato molto difficile, in quanto l’impegno per lo studio mi lasciava poco tempo per nuotare, di conseguenza ho dovuto imparare  ad organizzare al meglio tutti i miei impegni: sono stati anni difficili, in cui i professori non hanno sempre compreso il valore dello sport. L’anno in cui ho partecipato alle mie prime Paralimpiadi a Londra non ho avuto “sconti” e sono stato rimandato di ben due materie, pur essendomi impegnato duramente durante l’anno scolastico. A mio avviso nella scuola moderna, il rapporto tra istruzione e sport dovrebbe essere complementare, questi due elementi ben combinati sono a mio avviso la miglior ricetta e soluzione per una crescita sana ed equilibrata.

EDUCAZIONE FISICA E TALENTI SPORTIVI - La scuola dovrebbe avviare al proprio interno un grande progetto di rinnovamento, progetto nel quale l’educazione fisica dovrebbe avere un ruolo più importante e più spazio. I ragazzi dovrebbero avere la possibilità di iniziare a praticare sport fin dalla tenera età, anche con l’accesso alla piscina e ai campi sportivi, non solo alle palestre, in modo da potersi cimentare in diverse discipline per poter poi fare scelte consapevoli. Inoltre credo sarebbe importante valorizzare maggiormente i talenti sportivi insinuando anche il  gusto di una sana competizione.