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Giovanna Trillini spegne 50 candeline. Un traguardo importante e da festeggiare per una delle atlete simbolo dello sport italiano e della scherma internazionale.

Così come per coloro i quali hanno scritto pagine importanti della storia dello sport, elencare le medaglie, i successi ed i podii, diventa un arido esercizio matematico.

Ciò che Giovanna ha regalato alla scherma italiana ed allo sport azzurro sono state soprattutto emozioni!

Quel successo a Barcellona92 con il tutore Donjoy al ginocchio sinistro, così come la bandiera portata fiera ad Atlanta96 ed ancora il titolo mondiale di Città del Capo97 seguito a quello di Budapest91, sino al rammarico individuale di Pechino2008 chiuso col bronzo a squadre.

Nel mezzo un milione e più di stoccate, di assalti, di allenamenti, di sfide e di risate e abbracci con le compagne di squadra.

Dal fioretto al piastrone: un passaggio quasi naturale per chi si è formata alla scuola di un maestro come Ezio Triccoli ed è maturata sotto la guida di altri grandi maestri.

Da fondopedana, chiudendo quel cerchio virtuoso della scherma che vede trasformare in insegnamento quanto a tua volta hai appreso in anni sulle pedane, è guida di bambini nei loro primi approcci col fioretto e di atlete ai vertici mondiali.

Oggi lo sport italiano è in festa per i 50 anni di una donna che, parlando della scherma in una delle mille interviste, ammise: “c’è chi sostiene che sia un’arte. Per me è puro divertimento!

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