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Sarà una riforma che premierà competenze e meriti. Darà allo sport una governance efficace e più tutele ai lavoratori del settore. Sarà un passo importante per il Paese e per tutto il mondo dello sport” ha dichiarato recentemente il Ministro Vincenzo Spadafora che intende portare in tempi brevi l’articolato della riforma nel pre-consiglio dei Ministri chiedendo una proroga come sostengono i “rumors” più accreditati.

Le ottimistiche previsioni del Ministro impattano contro i molteplici nodi da sciogliere. Attualmente una parte consistente del testo è ancora alla deriva e contiene argomenti che sarebbe preferibile affrontare con successivi provvedimenti. All’orizzonte si intravede altresì un’insidiosa Conferenza Stato-Regioni. Nel corso delle numerose riunioni la maggioranza del Governo si è impantanata nelle sabbie mobili dell’autonomia del CONI e dei mandati dei Presidenti delle Federazioni.

Disattese, nonostante gli annunci, le aspettative dello sport di base. Poco ascoltate le legittime istanze degli Enti di Promozione Sportiva che rivendicano un ruolo storico nella promozione dello sport mentre spirano venti di guerra nell’Esecutivo del CIO. Il Presidente Thomas Bach è in fibrillazione permanente e forse teorizza provvedimenti contro il CONI non potendo – ovviamente – intervenire sul Governo italiano.

Ma i movimenti tellurici scuotono anche il Palazzo H a Roma dove il CONI vuole ricompattare tutte le componenti dello sport per sollecitare un diverso impegno del Governo a tutela dell’autonomia. Anche i rappresentanti degli atleti chiedono di incontrare il Ministro Vincenzo Spadafora. Probabilmente le tensioni coinvolgeranno il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte chiamato – ancora una volta – a svolgere il ruolo di mediatore.

L’ACSI ritiene che la riforma dello sport sia un’occasione “storica” se va nella direzione di promuovere una visione sportiva di base profondamente radicata nelle dinamiche sociali, ambientali e culturali del nostro Paese. Se snellisce la burocrazia asfissiante a cui sono sottoposte le ASD. Se riconosce che il tessuto connettivo delle società sportive dilettantistiche, affiliate agli Enti di Promozione Sportiva, costituisce la consolidata rete valoriale per rilanciare la coesione identitaria di quella “comunità nazionale” invocata dal Primo Cittadino Sergio Mattarella.

Siamo soprattutto convinti che il compito fondamentale della riforma debba garantire una vera ed esplicita “governance”, con le giuste competenze, con poteri effettivi, con la chiarezza dei ruoli, con la certezza che tutti possano praticare lo sport in libertà ed in sicurezza, mettendo al primo posto la tutela della salute e del benessere dei cittadini.

Antonino Viti
Presidente Nazionale ACSI

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