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Nel messaggio diffuso in occasione della “Giornata mondiale della libertà di stampa” – 3 maggio 2020 – il Segretario Generale del Consiglio d’Europa Marija Pejčinović Burić chiede ai governi dei Paesi membri di “evitare indebite restrizioni”. “La pandemia di covid-19 sottolinea ed amplifica le molte crisi che minacciano il diritto per un’informazione libera ed indipendente” denuncia l’edizione 2020 del World Press Freedom Index pubblicata da Reporters Sans Frontières (RSF) il 21 aprile scorso.

Voci autorevoli in tutto il mondo sostengono il ruolo della libertà di stampa per tutelare i valori della convivenza civile e della democrazia. Anche il Papa è sceso in campo con il tweet “Nella crisi attuale abbiamo bisogno di un giornalismo libero al servizio di tutte le persone, specialmente di quelle che non hanno voce: un giornalismo che si impegni nella ricerca della verità ed apra vie di conciliazione e di pace”.

L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha proclamato il 3 maggio “Giornata mondiale della libertà di stampa” per ricordare ai governi di tutelare e sostenere la libertà di espressione sancita dall’Articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti umani (1948).

L’ACSI – che ha sempre difeso il pluralismo e l’autonomia della comunicazione – ha celebrato la Giornata mondiale della libertà di stampa per ribadire l’importanza dell’espressione democratica per la crescita dialettica e civile di una comunità. Il nostro house organ nasce da una visione etica, solidale e plurale che – nel corso di sessant’anni – ha costruito percorsi di cittadinanza attiva e di coesione sociale nelle dinamiche territoriali del nostro Paese.

Siamo in sintonia con Don Luigi Ciotti che recentemente ha inaugurato “lavialibera” per un nuovo giornalismo etico, consapevole, responsabile. Si avverte l’esigenza di una comunicazione immune da condizionamenti, equidistante dalle strumentalizzazioni ideologiche e partitiche. L’immaginario collettivo – nauseato dalla informazione settaria – attende quasi messianicamente una voce fuori dal coro, capace di andare controcorrente, trasparente nella narrazione obiettiva, determinata nella denuncia super partes.

Condividiamo il progetto editoriale di Don Ciotti per contrastare l’imbarbarimento del glossario giornalistico e per orientare un movimento di opinione verso la comunicazione “non allineata”. Una libera espressione – autogestita dal basso – diventa il polo di attrazione per consentire la crescita della democrazia partecipativa e del confronto dialettico. L’ACSI ritiene che questa linea progettuale possa rappresentare una palestra formativa per la coscienza critica delle nuove generazioni.

Antonino Viti
Presidente ACSI

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