Article top AD

di Bartoli Carlo *

Dal 1946 l’USSI segue le vicende dello sport italiano.

I taccuini  e i microfoni della stampa sportiva hanno raccontato imprese “eroiche” ed eventi storici, da Coppi e Bartali nel ciclismo alle vittorie mondiali della nazionale di calcio. L’USSI, inoltre,  ha sempre rappresentato anche i tantissimi colleghi  che ci hanno portato – e ancora lo fanno – le storie e le passioni dei campi  di periferia, delle imprese di ragazze e ragazzi che con tenacia e fatica si sono fatti strada nella loro disciplina.  Il racconto dello sport diverte, rilassa, appassiona e, spesso, spinge lo spettatore – giovane o giovanissimo  – a cimentarsi in una delle tantissimi pratiche sollecitando il salto  dalle parole ai fatti.

Questa edizione dell’annuario Unione Stampa Sportiva Italiana  giunge nell’anno delle Olimpiadi, che si terranno in Francia. Un evento che impegnerà non poco gli associati, così come impegnerà i cronisti sportivi le iniziative che si svolgeranno a Genova, che  è stata dichiarata “Capitale europea dello Sport”; un riconoscimento importante non solo al capoluogo ligure ma per tutta l’Italia.

Appuntamenti come questi sono l’occasione, non solo per gli affiliati USSI ma per tutti i giornalisti, di raccontare lo sport da più punti di vista. Quando vi sono appuntamenti di questo  genere – da  Parigi  a Genova – l’attenzione non  cade solo sul racconto della competizione – attività primaria del giornalista sportivo –  ma si rivolge più del solito anche al resto:  alla enorme filiera economica che si muove dietro tante discipline, alle infrastrutture sportive necessarie per svolgere le gare,  alla  gestione degli impianti. Sono occasioni in cui i riflettori si posano anche sulle  politiche dello sport,  che rivestono un ruolo  importante affinché  le tante e coinvolgenti  competizioni sportive non restino solo nella sfera dello sport-spettacolo ma si diffondano sempre  più fra i giovani e giovanissimi, soprattutto in quelle  fasce sociali meno abbienti  dove il costo di una palestra o di una scuola sportiva non è indifferente.

Anche in questo il giornalista sportivo è determinante: conosce il mondo dello sport, ci fa vivere in presa diretta le emozioni delle vittorie e delle sconfitte, ci fa toccare successi e disfatte dei nostri paladini, ma allo stesso tempo ha gli strumenti per guardare anche oltre la gara, a tutto quello che c’è avanti, dietro e attorno. Buon lavoro a tutti voi.

* Presidente Consiglio Nazionale Ordine dei Giornalisti

Article bottom ad