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Lucilla Boari, una delle campionesse della Nazionale di Tiro con l’Arco, parla delle sue ambizioni olimpiche in esclusiva per l’Annuario della Stampa Sportiva Italiana e per www.annuariomediasport.it.

“In questi ultimi mesi prima di Tokyo 2020 sto lavorando un po’ più su me stessa per migliorare le mie prestazioni e per poter dare un contributo maggiore anche dal punto di vista della squadra: dopo la qualificazione individuale maschile ai Mondiali, l’Italia ha ottenuto anche il pass individuale femminile la scorsa estate ai Giochi Europei di Minsk, ma con la squadra puntiamo tutto sul grande evento di Berlino il prossimo giugno: in questa tappa di coppa del mondo, un mese prima dei Giochi Olimpici, dobbiamo riuscire a qualificare l’intero terzetto femminile alle Olimpiadi: sappiamo che non sarà facile perché i posti sono solo 3, ma ce la metteremo tutta per riuscirci. Per arrivare a questo appuntamento al meglio stiamo lavorando molto in gruppo durante i numerosi raduni che svolgiamo al Centro Tecnico Federale di Cantalupa”.

Il mio obiettivo è andare in Giappone, fare bene nella competizione individuale e migliorare il 4° posto che abbiamo ottenuto nella prova a squadre a Rio 2016.

Tokyo è una metropoli grande che racchiude tante cose da scoprire. Nel piccolo assaggio che abbiamo avuto durante il test event abbiamo incontrato persone molto cordiali e pronte ad aiutarti anche se il distacco della lingua era molto ampio. All’interno dello stadio di tiro con l’arco si respirava una particolare atmosfera, totalmente diversa da quella di Rio de Janeiro, molto probabilmente data dalla diversa cultura e mentalità orientale rispetto a quella brasiliana. Per tutti gli sportivi partecipare a un’Olimpiade è il sogno più grande, che viene dopo solo quello di vincere una medaglia olimpica… Dal punto di vista agonistico è una competizione che non ha eguali e comunque è qualcosa che ti resta per sempre dentro. Alla cerimonia di apertura di Rio purtroppo non ho partecipato perché il giorno dopo eravamo in gara, ma l’ho vista tutta in diretta dal Villaggio Olimpico ed è stato comunque un grande spettacolo. Sicuramente però vivere in prima persona la sfilata insieme agli atleti del proprio Paese sarebbe molto più emozionante. È il Villaggio il posto in cui si vive davvero a pieno il clima Olimpico: è un continuo via vai di campioni provenienti da tutto il mondo ed è bello sapere che puoi anche trovarti a cenare nel tavolo vicino a personaggi come Phelps…”.

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