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“…Era uno di quelli che i francesi chiamavano e chiamano capitains de route. Per quelli che non l’hanno conosciuto, dirò che l’hombre vertical nello sport non è solo il campione che riempie le prime pagine. Ugo Colombo, gli sia lieve la terra, era un hombre vertical e così lo voglio ricordare.”

Così lo descrisse Gianni Mura. E cosi ha fatto Renzo Zannardi pontremolese di nascita, ma lombardo di adozione, esattamente l’opposto come origini di Ugo Colombo, campione di ciclismo ed etica.

Lo ha fatto nel suo libro “Un campione alla Ugo Colombo” e nel suo ricordo vissuto con la sezione UNVS presieduta da Pietro Mascagna della cittadina toscana, riunitasi in occasione del “58° Premio Bancarella Sport 2021”. Un folto pubblico ha partecipato all’evento che, ha visto presenti anche i familiari di Ugo, il presidente dei Veterani dello Sport della sezione di Pistoia Marco Biagini, il delegato regionale dell’Unione Nicola Lofrese e il presidente dei probiviri Ettore Biagini. A rendere degna cornice all’evento, il convegno “Incontro con il campione, tra etica e sport”, con la storica bicicletta Legnano, le coppe, le maglie, e le immagini di Ugo e la ricostruzione di Zannardi del ciclismo degli anni ’60-70 del corridore toscano, e la sua capacità nel “saper leggere la corsa” elevando a una dimensione più nobile il ruolo del gregario. Un terzo posto al Giro d’Italia del 1969, con tre giorni in maglia rosa e quattro titoli tricolori, costituiscono una parte importante del suo palmarès che seppe conquistare, a misura anche delle qualità tecniche, nonostante il compito prioritario di braccio destro di Franco Bitossi, il suo capitano nella Filotex. Cessata l’attività, Colombo è rimasto nel ricordo del suo insegnamento di uno sport leale e pulito, e in nome di questi valori l’autore ha deciso di assegnare i proventi della vendita del suo libro ad allenatori e società sportive per la realizzazione di un progetto storico, sportivo e pedagogico rivolto ai giovani e alle loro famiglie.

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