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Corretto fermare le partitelle tra amici e non lo sport di base codificato nei nostri protocolli: continuare a fare sport fa bene alla salute e alla socialità, ma farlo in sicurezza è un dovere civile”. Così Bruno Molea, presidente dell’Associazione italiana cultura sport (AiCS – tra i primi enti di promozione sportiva del Paese) commenta il decreto firmato nella notte dal premier Conte.

“Con quel testo, si rende la giusta attenzione allo sport di base e si traccia una linea netta tra l’attività motoria amatoriale non codificata e lo sport amatoriale, agonistico e di base, come organizzato da soggetti riconosciuti dal Coni e dal Comitato paralimpico – specifica il presidente Molea -. Di questo ringraziamo il ministero allo Sport che da tempo ha dimostrato di saper riservare al mondo della promozione sportiva la corretta attenzione e fiducia. AiCS ha ripreso appena è stato possibile a promuovere sedute di allenamento e competizioni sportive, varando da subito protocolli dettagliati di sicurezza. Tutti gli sport di contatto sono ora possibili, all’interno di AiCS, da parte delle associazioni e società sportive riconosciute dal Coni e dal Cip, seguendo i dettami dei nostri protocolli che si preoccupano di tracciare le presenze e assicurare la corretta sanificazione. Fare sport è un diritto e oggi più che mai era necessario non fermarlo: farlo in sicurezza è però un dovere civile, era quindi il momento di mettere un freno alle aggregazioni spontanee nei parchi e sulle spiagge”.

 

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