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Giorgio Costa, presidente del Panathlon Italia, affronta alla vigilia del Natale 2019 una riflessione sul rapporto tra Cultura, Etica e Sport.
La Cultura
è conoscenza quindi è sapere, un patrimonio di cognizioni acquisite nella formazione dell’agire individuale ed in base ad un insieme di simboli (es. la bandiera), di modelli di comportamento è anche valori, e ciò che la cultura ti permette di avere è la potenzialità per esprimerli. 

L’Etica, di cui l’educazione è la chiave di ingresso per la sua conoscenza, si sposa con la cultura e ti fa accettare la vittoria e la sconfitta, inoltre, nel suo rapporto con lo sport, è l’insieme di regole morali inderogabili quali: Fair play, gioco leale, solidale, senza l’inganno del doping. la regola fa del gioco un elemento di civiltà, esige una eguaglianza naturale di tutti i partecipanti. è agonismo quando diventa lotta e confronto, e ne derivano le nozioni di vittoria, performance, primato, positività, dalla sconfitta derivano nozioni di negatività anche se, non assolute, per l’insegnamento che si può trarre da essa. L’adozione del suo codice è minacciato da un predominio di interessi in vari settori, ad esempio nel doping e nei comportamenti abnormi di alcuni individui.

Lo Sport, che è il portavoce di questi valori, al pari della musica, ha un linguaggio universale ed è gioco, divertimento, regole, salute, sociale, una scuola di vita, economia, un mezzo di comunicazione senza uguali, praticato da atleti di tutte le età, normodotati e non. E’ il fenomeno più importante della nostra epoca, basti pensare che gli Stati membri dell’ONU sono 193 più la Santa sede con lo Status di osservatore permanente e la Palestina quale membro osservatore, mentre alle Olimpiadi di Rio de Janerio hanno partecipato 11.000 atleti in rappresentanza di 205 comitati olimpici nazionali.

È in questo contesto che il Panathlon con la carta del Fair Play, la Carta di Gand, la Carta dei Doveri del Genitore ha elaborato e sottoscritto chiare regole di comportamento ed opera con i suoi club per favorire l’integrazione, la socializzazione ed il rispetto reciproco, (che grande sostantivo è  “rispetto”)  con la cultura dell’etica, l’esperienza dei suoi associati siano essi campioni dello sport, dirigenti, persone che con il volontariato mettono il loro sapere, la loro passione, il loro carisma a disposizione della società”.

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