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Simona Quadarella inquadra il suo speciale rapporto con il Nuoto e, in particolare, parla delle opportunità di crescita derivate dal contatto con lo Sport.

“CRESCITA – Il mondo dello sport mi ha fatto crescere tantissimo soprattutto il confronto continuo con i miei stessi limiti, la sana competizione ma anche il fatto di viaggiare tanto per via delle gare. Ho imparato cosa vuol dire il sacrificio, superare le sconfitte e ricominciare più forte di prima.

EDUCAZIONE –  L’educazione sportiva ricevuta  mi lascia la consapevolezza che le donne non sono da meno rispetto agli uomini anche nello sport. Con le mie vittorie ho dimostrato che anche noi possiamo farci valere. Oggi posso dirmi sempre più consapevole delle mie possibilità ma anche dei miei limiti.

MINOTTI – Sulla mia crescita, sicuramente ha inciso molto il mio allenatore Christian Minotti di cui mi fido ciecamente: lui c’è sempre stato sia nelle sconfitte che nelle vittorie. Non ha mai mancato di spronarmi affinché diventassi più forte e per questo devo moltissimo a lui ma anche alla mia famiglia.

FORMAZIONE –  Lo sport andrebbe praticato sempre e bisognerebbe dare la possibilità a tutti di farlo. Molti atleti sono costretti purtroppo a lasciare lo sport perché non riescono a studiare e per questo le istituzioni dovrebbero fare di più.  Io vorrei che anche da noi venisse applicato un sistema che accompagni i ragazzi nel loro sogno di diventare atleti e di gareggiare ad alti livelli senza rinunciare allo studio.  Non si devono lasciare i giovani atleti soli a “combattere” con scuola e professori che spesso si mettono di traverso senza capire le esigenze che possono esserci in questi casi. E’ un tema molto delicato che spero venga trattato al più presto.

SCUOLA E SPORT – Il mio rapporto con la Scuola è stato complesso però io ho sempre voluto continuare a nuotare e sono riuscita a organizzare il mio tempo per gli studi. Lo scorso anno ho finalmente conseguito la maturità. Studiare e nuotare mi ha permesso di imparare il valore del tempo, di come saperlo impiegare al meglio e valorizzarlo.

In un rapporto “sano” ci dovrebbe essere un equilibrio che permette di conciliare istruzione e sport senza che gli studenti siano ostacolati dagli insegnanti. A volte si creano situazioni di attrito con i professori come è capitato a me nello studio del latino.

FUTURO – Va inserito, nella Scuola, più tempo per lo Sport: è una scuola di vita e va incentivato. E poi i miei coetanei e soprattutto i più piccoli sono sempre più sedentari e questo sarà molto dannoso nel lungo periodo”.

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