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Mercoledì 29 gennaio 2020 alle ore 15.00 a Roma – nel Palazzo Montecitorio (Sala della Regina) – avrà luogo il convegno “Sport di base e riforma dello sport” promosso dagli Enti di Promozione Sportiva ACSI, AICS, CSEN, CUSI, LIBERTAS.

L’assioma del sottotitolo accende i riflettori sulla mission della promozione sportiva di base “La pratica amatoriale quale strumento di welfare: sfide e futuri scenari”. Protagonisti di questo briefing di approfondimento saranno i Presidenti degli EPS promotori: Antonino Viti (ACSI), Bruno Molea (AICS), Francesco Proietti (CSEN), Antonio Dima (CUSI), Luigi Musacchia (LIBERTAS).

Interverranno l’on. Ettore Rosato Vice Presidente della Camera dei Deputati, l’on. Elena Bonetti Ministra delle Pari Opportunità, l’on. Vincenzo Spadafora Ministro dello Sport, Giovanni Malagò Presidente del CONI, Luca Pancalli Presidente del CIP. Modera il giornalista Marcel Vulpis direttore responsabile agenzia stampa telematica Sporteconomy.

E’ auspicabile che dalla proficua dialettica emergano due percorsi finalizzati a traguardi non più procrastinabili: 1) la riforma del sistema sportivo con i conseguenti decreti attuativi ampiamente partecipati e condivisi; 2) la sensibile attenzione del Governo verso il patrimonio valoriale e progettuale dello sport di base riconosciuto ormai dall’immaginario collettivo quale promoter di azioni inclusive, cittadinanza attiva, coesione sociale, prevenzione salutista.

Lo sport di base è un fenomeno di costume e di massa in crescita esponenziale i cui risvolti socio-economici sono stati evidenziati il 10 aprile 2019 a Roma – nel Salone d’Onore del CONI – dall’Osservatorio Permanente sulla Promozione Sportiva. Dalla prima indagine conoscitiva – realizzata in collaborazione con il Centro di Ricerche sullo Sport (CeRS) del Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali dell’Università di Parma e SG Plus Ghiretti & Partners – emergevano numeri considerevoli: oltre 7 milioni di praticanti sportivi, 95.000 società, 600mila manifestazioni annue, 82 milioni di ore prodotte dal volontariato, 276 milioni di euro investiti nei consumi (calzature, abbigliamento, accessori), ecc.

Fra i focus più rilevanti quello della residuale dipendenza economica degli Enti nei confronti del CONI: infatti, pur avendo presentato numeri ed attività di assoluto livello, l’impatto dei fondi ricevuti dal CONI è  inferiore ad un quinto del totale dei ricavi degli EPS, una percentuale davvero esigua se comparata con quella di numerose Federazioni Sportive. E’ emersa la capacità degli Enti di intercettare risorse economiche in maniera diversificata evidenziando la crescita qualificata del management.

Oggi lo sport di base è impegno civile, ecosostenibilità, inclusione delle diversità, mobilitazione contro le devianze del disagio giovanile (alcolismo e tossicodipendenza), antidoto salutista contro patologie sociali in allarmante espansione (obesità infantile, diabete giovanile, sedentarietà senile), sussidio educativo e formativo nelle scuole per arginare le degenerazioni del bullismo e del drop-out.

Nelle periferie degradate gli operatori sportivi diventano anche assistenti psico-sociali. Alla società sportiva dilettantistica si chiede una palingenesi sostanziale: diventare mediatore sociale per sopperire alla latitanza endemica dello Stato al fine di promuovere – attraverso lo sport – una pedagogia di legalità e di democrazia partecipativa.

Enrico Fora
Condirettore “ACSI Magazine”

L’ultimo numero di ACSI Magazine

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