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Primo Piano

Sport sostenibile e permacultura emergente

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“Lo sport – con i suoi valori di rispetto, dialogo e comprensione – contribuisce allo sviluppo ed alla realizzazione degli individui. Dallo sport scaturiscono azioni e riflessioni per trasformare e migliorare le nostre società”. Con queste parole Audrey Azoulay Direttore Generale dell’Unesco ha sintetizzato il profilo alto del Piano di Kazan (accordo globale che inserisce la pratica sportiva negli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda ONU 2030).L’Agenda ONU per lo Sviluppo Sostenibile ritiene che lo sport possa garantire una vita sana, benessere personale e relazioni sociali di qualità. Con questo presupposto nel 2017 l’Unesco – nel corso della sesta conferenza internazionale dei ministri ed alti funzionari responsabili per l’educazione fisica e lo sport (Mineps VI) – ha reso operativo il Piano di Kazan che integra le politiche sportive e gli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile. Nello specifico lo sport interviene su molti dei goals programmati: promuove il salutismo, garantisce educazione e formazione, uguaglianza di genere, apre il dialogo tra i popoli, rende le città resilienti e sostenibili. È un’opportunità unica per le organizzazioni sportive di tutto il mondo.

Il contributo dello sport allo sviluppo umano – come sostiene Nelson Mandela – determina i prodromi per attivare straordinari processi evolutivi. A sottolineare l’importanza dello sport Amsterdam ha ospitato il “Sustainable Innovation in Sport”, la manifestazione organizzata dal programma Climate Action. Qualificati stakeholders hanno ribadito il ruolo dello sport nella lotta contro il cambiamento climatico. Con un valore che si aggira tra i 350 ed i 450 miliardi di dollari lo sport è uno dei “mercati” più importanti al mondo con milioni di praticanti ovunque. Inoltre l’impatto sull’ambiente degli eventi sportivi non può essere sottovalutato: i mondiali
brasiliani del 2014 hanno prodotto 2,7 milioni di tonnellate di CO2; le principali leghe sportive americane generano 35mila tonnellate di CO2 ogni anno.

In virtù di questi numeri lo sport rappresenta un canale privilegiato attraverso cui comunicare la sostenibilità. Su questo traguardo si concentrano i piani a medio e lungo termine di numerosi organismi sportivi a livello internazionale. La sostenibilità è uno dei tre pilastri su cui si basa l’Agenda Olimpica per il 2020.
Fra le nuove linee di tendenza – finalizzate a migliorare la qualità della vita – si diffonde in tutto il mondo la permacultura (neologismo che nasce dalla contrazione delle parole inglesi esistenziali resilienti, sostenibili. E’ una “ecoideologia” per progettare modelli esistenziali rigenerativi per l’uomo, la terra, l’economia. Non è una fumosa astrazione teorica, un’utopia onirica dei mistici “green”. Al contrario è un metodo pratico per sviluppare sistemi efficienti e produttivi in sintonia armonica con l’ambiente. Una progettualità pragmatica e realizzabile da tutti ed ovunque. La proliferazione di “ecovillaggi” in tutto il mondo conferma questa scelta alternativa, consapevole, responsabile. Occorre un salto quantico di ecologia mentale per passare dalla cultura dell’effimero, del transitorio, della precarizzazione ormai endemica all’immersione nella coscienza biosferica, nell’essenza organica uomo-natura. E’ l’espansione dell’io – come sostengono i futurologi della permacultura Bill Mollison e David Holmgrem – nel “panta rhei” universale. E’ la metamorfosi evolutiva che consente di abbandonare le anacronistiche patologie del possesso e del dominio. Si attraversa una porta dimensionale per sublimare le proprie cellule nella simbiosi con le biodiversità. In questo senso la permacultura abbatte tutte le barriere (etniche, razziali, confessionali) e consente una trasversalità laica, sovranazionale, cosmopolita. Anche l’Europa si converte a questa linea di tendenza. E’ il primo passo per ”umanizzare” le istituzioni a Bruxelles. La Convergenza Europea di Permacultura (EUPC) propone un sistema dal basso verso l’alto (bottom-up) di gestione del paesaggio antropizzato in grado di soddisfare i bisogni primari dell’uomo con la finalità di preservare la ricchezza e la resilienza degli ecosistemi naturali.

La permacultura si sviluppa ormai come un sistema integrato di progettazione che investe l’architettura, l’economia, l’ecologia, la sociologia, i codici etico-comportamentali per le imprese e per le comunità. La permacultura e lo sport sociale – per le condivise assonanze valoriali – costituiscono i prodromi fondamentali per migliorare la qualità della vita all’insegna della sostenibilità.

Enrico Fora
Condirettore “ACSI Magazine”