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Le emozioni di ieri sono più di sollievo che di rabbia. La notizia mi ha tolto un peso, perchè stiamo vivendo nell’incertezza”. E’ quanto ha dichiarato Elia Viviani, già oro olimpico nell’omnium a Rio 2016, a Tutti Convocati su Radio 24. Il ciclista veronese ha anche commentato la possibilità di correre il Tour de France (ancora in programma dal 27 giugno al 19 luglio, ndr) a porte chiuse: “Alla Parigi-Nizza capivi che c’era qualcosa di surreale. La gara era anche normale, anzi spettacolare per quello che si è visto in tv – ammette Viviani -. Dall’altra parte era una soluzione per tirare avanti, ma non può essere punto di ripartenza, anche a porte chiuse staff e corridori sono a rischio. E’ stata accettata come fine corso, ma è improponibile “ripartire da”. Ripartiremo con zero casi, è uno sport in cui arrivano persone da tutto il mondo, se alla data del tour partiamo senza casi si potrà ripartire. I 200 corridori che partono sono un gruppo di persone, se non è controllabile il pubblico non è controllabile neanche il gruppo.”

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