Il riferimento costante dell’ACSI per ribadire la propria azione etica è la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (Convention on the Rights of the Child – CRC), approvata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1989 e ratificata dall’Italia il 27 maggio 1991 con la Legge n. 176.
Una bussola importante di orientamento per l’ACSI è il vademecum “La tutela dei diritti dei minorenni nello sport”, rivolto a tecnici e dirigenti sportivi, pubblicato dal Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri, insieme all’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ed alla Scuola dello Sport di “Sport e Salute” S.p.A.
Il background degli operatori sportivi dell’ACSI – consolidato pragmaticamente da esperienze psicopedagogiche e sociologiche – è in sintonia con la Carta Internazionale per l’Educazione Fisica, l’Attività Fisica e lo Sport adottata dall’Unesco nel 1978.
La nostra contemporaneità è caratterizzata da un’irreversibile deriva valoriale. Siamo in una drammatica emergenza sociale. Sono in crisi l’autorità formativa della scuola e la genitorialità educativa della famiglia. L’etica sportiva può e deve mediare fra le centrali pedagogiche avviando un percorso dalle basi ludiche con la discriminante dei giochi competitivi e dei giochi cooperativi, partecipati, inclusivi.
Occorre arginare la solitudine alienante dei cellulari e dei social determinata dall’acquiescente e riprovevole assenza degli adulti. Segnaliamo ai genitori “latitanti” l’art. 30 della Costituzione: sancisce che i genitori hanno prima un dovere e poi un diritto a mantenere, istruire ed educare i propri figli anche se nati fuori dal matrimonio. Attenzione: i diritti dei genitori non sono diritti “sui” figli, ma “per” i figli, quindi funzionali allo sviluppo della loro personalità.
L’ACSI ha realizzato percorsi di formazione e di capacity building per gli operatori sportivi impegnati nell’educazione motoria dei giovanissimi. La rete delle società sportive dilettantistiche ACSI costituisce un presidio di ascolto, di tutela e di sostegno per i giovanissimi sul territorio soprattutto nelle aree del disagio minorile, nelle periferie degradate, negli IPM (Istituti Penali Minorili), ecc.
Contestualmente l’ACSI ha attivato una qualificata policy psicopedagogica per sviluppare l’empowerment dei minori: acquisire la consapevolezza di sé ed il controllo sulle proprie scelte sia nell’ambito delle attività sportive che in quello delle relazioni personali nella società.
L’interazione responsabile delle sinergie fra lo sport di base, la scuola e la famiglia forma i futuri cittadini consapevoli ed integrati nei processi evolutivi della convivenza civile e della partecipazione democratica.
“Verba volant scripta manent”: la nostra testata giornalistica ha documentato il costante impegno dell’ACSI per tutelare i minori. In evidenza, fra i numerosi percorsi, il consorzio di sinergie fra l’ACSI, la prestigiosa Fondazione “Pietro Mennea” ed il Comitato Nazionale “Giù le mani dai bambini”, il più qualificato presidio pediatrico di farmacovigilanza in Europa.
Fra le campagne di sensibilizzazione lo sport di squadra e la mindfulness per contrastare il fenomeno psicosociale “hikikomori” che colpisce gli adolescenti autosegregati in casa. Di rilevante interesse la mobilitazione contro l’abuso di psicofarmaci: un grande sommerso di oltre 800.000 minori che assumono antidepressivi per patologie comportamentali (fra cui ADHD sindrome da deficit di attenzione ed iperattività) nelle prestazioni sportive, nelle relazioni familiari, nel rendimento scolastico.
Enrico Fora
Condirettore “ACSI Magazine”





















