Oltre la Rete 2025: uno dei cinque progetti al mondo finanziati dalla FIVB Volleyball Fondazione. Riparte in Etiopia il progetto di cooperazione sportiva sostenuto da Moxa in collaborazione con Exa.
Riparte Oltre la Rete 2025, il progetto di cooperazione sportiva che mira a creare un ponte tra Europa ed Etiopia attraverso la pallavolo. Nato nel 2017 grazie a MOXA – Modena per gli Altri, organizzazione attiva da anni nel Paese africano – il programma si era interrotto nel 2020 a causa della pandemia di Covid-19. Oggi torna con nuovo slancio grazie al supporto della FIVB Volleyball Foundation, emanazione della Federazione Mondiale della Pallavolo con sede a Losanna, in collaborazione con MOXA e la rete di società di base Experience.
L’iniziativa punta a diffondere la pratica del volley nelle scuole primarie e secondarie di Shallala, Orde e Maldo, coinvolgendo oltre 3.000 alunni, tra bambini e bambine.
Dal 20 al 30 dicembre 2025 un gruppo composto da 12 atleti, 5 tecnici, 1 medico e un’infermiera, guidati da Manù Benelli, sarà in Etiopia per realizzare un Volley Campus coinvolgendo le scuole dei tre villaggi, con l’obiettivo di creare gruppi sportivi scolastici e piccole accademie, oltre a formare insegnanti locali per assicurare posti di lavoro e continuità all’attività sportiva durante tutto l’anno.
Il programma, della durata triennale, prevede inoltre la costruzione di campi da pallavolo all’aperto dotati di servizi adeguati e l’installazione di lampioni con pannelli solari per garantire l’illuminazione pubblica nei tre villaggi coinvolti. L’area interessata si trova a sud-ovest di Addis Abeba, in una zona rurale immersa nella foresta, priva di acqua corrente ed elettricità, tra le più povere del Paese: il reddito pro capite non supera infatti un euro al giorno.
Le attività operative del 2025 si articolano in due fasi: una prima missione, già realizzata a metà novembre, dedicata alla preparazione organizzativa e alla consegna dei materiali sportivi (reti e abbigliamento) e che ha già raccolto la soddisfazione della popolazione locale per l’impianto di lampioni ad energia solare. Parole del sindaco di Shallala: “Grazie, per noi è cambiata la vita, siamo finalmente usciti dal buio con conseguente più sicurezza, in particolare, per le nostre donne e bambini”.
La seconda fase è prevista dal 20 al 30 dicembre, nel corso della quale verranno coinvolti circa 3000 ragazzi e ragazze delle scuole di Shallala, Orde e Maldo in uno scambio sportivo e culturale tra atleti etiopi e italiani.
«Il nostro punto di partenza è sempre la pallavolo — spiega Giobbe Giovenzana, responsabile del progetto, che già da molti anni è impegnato in Etiopia —, ma il nostro punto d’arrivo è molto più grande: migliorare la qualità della vita delle persone. In Etiopia la parola “gioco” non esiste. Lo sport diventa la prima vera forma di libertà».




















